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CANILE DI BIBIANA
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LE NOSTRE STORIE

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                                                                                                    LA STORIA DI BOBI 
BOBI ha perso il suo riferimento alla morte del suo padrone e i famigliari restanti non sono stati in grado di ricrearlo quel legame; per cui Bobi diventa difficile da gestire, da controllare, scappa e non collabora.  Non sapendo come fare gli legano una corda al collo che gli lacera le carni: il dolore lo rende aggressivo ed ancora più ingestibile e pericoloso. Su segnalazione dei vicini, andiamo coi veterinari ASL e i vigili a portarlo via da quella brutta situazione, non prima di averlo addormentato, e lo ricoveriamo in clinica. L’infezione è estesa e i tessuti sono da pulire ogni giorno. Bobi però ha male ed è molto arrabbiato: per medicarlo tutti i giorni devono sedarlo altrimenti darebbe sfogo a tutta la sua rabbia. 
Dopo 10 giorni di clinica lo portiamo in canile: gli spazi più ampi del box lo rasserenano un po' ma lui è ancora tanto arrabbiato. Non comprende cosa gli sia successo né il perché sia un prigioniero senza colpe. Dal box non esce, ma ogni giorno ci avviciniamo alla rete con buoni bocconcini affinchè impari a conoscerci e a non aver paura di noi. Finalmente dopo quasi un mese di prigionia e con l’aiuto di Elena, il nostro educatore cinofilo, prendiamo il coraggio a 4 mani e gli apriamo il box e lo accompagniamo nel recinto di sgambamento . Finalmente può tornare a correre, annusare e un po’per volta si rasserena sempre di più. Da quel momento il suo recupero migliora costantemente, rispettando i suoi tempi e i suoi spazi.
 Non dimenticherà mai il maltrattamento subito. Possiamo solo continuare a confermargli che ora è al sicuro, accudito e protetto e che può riprendere fiducia nell’essere umano. Si è riappropriato di quelle libertà essenziali all’equilibrio psicologico di ogni individuo. Probabilmente non avrà mai più una sua famiglia, una sua casa. Noi faremo del nostro meglio per Bobi per essere la sua “famiglia”, la sua “casa”.

Stasera raccontiamo una storia, la storia di Dado. 
Tra Natale e Capodanno, una mattina, arriva una chiamata da Paesana. Hanno sentito piangere un cane tutta la notte, ma non lo vedono. 
Loris arriva sul luogo e si incammina tra la vegetazione seguendo questo pianto disperato. Arriva al ciglio dell' argine del Po e, al fondo, c'è lui. Un vecchietto pelle ed ossa, con il pelo arruffato, cieco, sordo, disperato ma illeso. Ha lo spezzone di uno spago al collo. È terrorizzato e cerca di mordere Loris per difendersi. Loris non demorde: prende il kennel, ridiscende l' argine, riesce a mettere dentro il nonnino e, in un percorso stile Spartan Race, riesce a portare il kennel in cima all' argine. Lì nota un albero con uno spezzone di spago: è lo stesso. 
Era stato legato lì, a morire di stenti, di freddo, predato. Lui ha rotto quello spago, si è liberato. Ma, cieco, è caduto dall' argine di nuovo in balìa di sé stesso. 
Così, Dado arriva da noi. È spaventato ed arrabbiato. 
Le settimane passano e lui inizia a fidarsi di questi umani che non vede, non sente, ma di cui percepisce l'odore, la presenza: gli portano cibo buono, acqua fresca, coperte calde, asciutte, pulite. Arriva il momento in cui si fa toccare e scopre la sensazione di una carezza: gli piace. Riusciamo ad applicargli il chip e a fargli il vaccino. 
Dado sgambetta traballante in cortile quando una giovane coppia arriva a farci visita per vedere come cresce la cucciola che a breve adotteranno. Tornano il giorno dopo: timidamente chiedono notizie del vecchio cane, Dado. Chiedono se è adottabile. Chiedono se possono adottarlo loro.
E oggi questa storia si chiude: Dado è a casa. Una casa dove sarà accudito per ogni giorno che gli resterà da vivere. Dado, nella sua vecchiaia, è rinato e, da oggi, inizia a vivere! 
Buona pienissima vita Dado.
Grazie splendida coppia dal cuore immenso.
Oggi, 30 dicembre 2024, abbiamo salutato Cucciolo. È arrivato da noi già anziano ed è rimasto con noi tanti lunghi anni. Era forte, vigoroso e pizzicava ogni volta che qualcosa non gli era gradito. Ha legato con alcuni volontari di suo gradimento e queste persone per tanti anni l' hanno portato a spasso. Negli ultimi tempi era diventato mansueto e gentile accettando le manipolazioni per pulirlo ed aiutarlo ad alzarsi. Oggi è tornato Cucciolo il giovane, raggiungendo chi lo ha preceduto e, insieme agli altri angeli canini, vegliera' sui suoi compagni ancora un rifugio. Certamente non sarai da noi dimenticato: ti abbiamo voluto bene e rimarrai sempre con noi, nei nostri cuori, nei nostri ricordi. CIAO CUCCIOLO.
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